Se il tuo bambino ha le coliche non mangiare più latticini!!
Ti è stata mai detta questa frase?
Non è sempre così.
- Perché non è detto che l’assunzione dei latticini da parte della mamma sia collegata automaticamente alla comparsa delle coliche nel bambino.
- Perché se il tuo bambino ha un’allergia alle proteine del latte, il pianto inconsolabile (che ti fa pensare alle coliche) è solo uno dei sintomi e va contestualizzato.
L’allergia alle proteine del latte, da non confondere con l’intolleranza al lattosio (condizione rarissima nei lattanti), coinvolge il sistema immunitario del piccolo, con una reazione pressoché immediata nei confronti dell’allergene in questione (proteine del latte).
In poche parole cari mamma e papà, se il vostro piccolo ne soffre, diciamo che non è una cosa che passa inosservata e prima o poi i sintomi iniziano a manifestarsi.
Quello che forse non sapete però è che i sintomi possono essere molto diversi, a seconda che l’allergia sia IgE mediata o non IgE mediata.
Nel primo caso, le IgE, ovvero gli anticorpi del bambino, si attivano andando a “combattere” le 3 proteine del latte maggiormente coinvolte in questa reazione: la caseina, l’alfa-lattoalbumina e la beta-lattoglobulina.
I sintomi che subito compariranno sono rossore in faccia, labbra gonfie, ponfi nel torace o nelle orecchie, nei casi più gravi tosse e difficoltà respiratorie.
Nel secondo caso, l’allergia alle proteine del latte prescinde dall’intervento delle IgE e la comparsa dei sintomi non è così tempestiva: il bimbo inizia a non prendere peso, con un conseguente arresto della crescita, vomita o ha scariche diarroiche (a volte con sangue nelle feci) o piange in maniera inconsolabile, rifiutando anche il latte.
Quando la mamma che allatta deve modificare la sua alimentazione?
Sicuramente dopo una diagnosi certa da parte del pediatra, che rimane il punto di riferimento della famiglia.
Se il bimbo è allattato al seno la mamma dovrà modificare le abitudini alimentari eliminando dalla sua dieta tutti i tipi di latte, i derivati (yogurt e formaggi), gli alimenti lavorati con il latte (dolci, cioccolato, biscotti) e anche una serie di prodotti che contengono ingredienti estratti dal latte, come gli insaporitori. La mamma deve essere affiancata in questa fase da un professionista della nutrizione: eliminare dalla propria alimentazione alcuni cibi presuppone la presenza di altri in quantità adeguate a evitare carenze alla mamma e garantire quindi un allattamento efficace.
Se il bimbo è allattato con latte artificiale si può utilizzare una formula speciale dove le proteine sono idrolizzate, con un netto miglioramento dei sintomi.