Bambini e cioccolato: tutto quello che devi sapere

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Cioccolato ai bambini? Sì, ma:

-non prima di 1-2 anni

-ogni tanto

-fondente

Ecco cosa devi sapere prima di offrire un pezzetto di cioccolato al tuo bambino.

Il cioccolato ha delle valide proprietà nutrizionali, ma è molto calorico e può contenere anche grassi saturi in percentuale variabile da tavoletta a tavoletta, che insieme agli zuccheri andrebbero limitati nei primi due anni di vita, per non affaticare fegato e reni dei piccolini. Maggiore sarà la percentuale di cacao presente, migliore sarà la qualità del cioccolato: quindi quello fondente è sicuramente da preferire.

Il cioccolato però contiene la teobromina, una sostanza eccitante, che può comportare irrequietezza e riduzione del sonno, se assunta in quantità elevate, soprattutto nelle ore serali.

Quindi niente cioccolato a Pasqua?

Cibo è anche condivisione in famiglia e festa…quindi se abbiamo sempre un’alimentazione sana, direi che possiamo goderci ogni tanto un po’ di cioccolato di qualità!

È possibile offrirne un pezzetto o delle scaglie (attenzione: è sempre un alimento dalla consistenza dura) dopo i 12-24 mesi, ma sporadicamente e non nelle ore serali.

Il cioccolato, inoltre, è spesso considerato come un cibo “particolare”, un premio da poter offrire in cambio di una “buona azione ai bimbi”.

Quante volte hai detto o sentito dire:

“Se fai il bravo ti do un cioccolatino”

Ecco perché questa frase non porta a nulla di buono:

  • Identifica il cioccolato come un cibo speciale a cui si accede solo dopo essersi comportato bene

E di conseguenza…

  • Fa sembrare che ci siano cibi giusti e cibi sbagliati

Niente di più pericoloso come messaggio da trasmettere ai propri figli.

L’educazione alimentare nella prima infanzia non ha come primo obiettivo quello di nutrire il bambino.

Si certo, non fraintendere, anche quello è importante, ma l’obiettivo più grande, finale, che mette a tappeto le lotte a tavola, che fa sì che il mangiare insieme sia un piacere e non un mero dovere è permettere a tuo figlio di costruire un sano rapporto con il cibo.

Il percorso dell’alimentazione complementare mette già le basi per questo, se parti da qui: dal rispettare la sua autoregolazione, dal non identificare il cibo come merce di scambio, dal trattarlo tutto allo stesso modo, dall’educare alla varietà e alla condivisione, dall’insegnare che le emozioni vanno vissute e non riversate sul cibo.

Perché un pezzetto di cioccolata è allo stesso livello di una fragola.

E te lo offro anche se non hai fatto il bravo.