Cos’è l’autoregolazione?

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L’autoregolazione è la capacità innata che i bambini hanno di capire e soddisfare i loro bisogni di fame e sazietà, fin dall’allattamento, sia esso al seno o al biberon.

Così come una mamma che allatta al seno lo fa a richiesta, soddisfacendo il bisogno del proprio bambino, anche la mamma che allatta al biberon dovrebbe in realtà non rispettare le tassative “3 ore” tra una poppata e l’altra, ma assecondare la necessità del proprio bambino anche prima, se lui lo richiedesse.

Con l’inizio dell’alimentazione complementare, è opportuno continuare a nutrire il proprio bambino rispettandone i segnali di fame e sazietà che comunica.

Secondo il principio di divisione delle responsabilità della dietista E. Satter, i genitori decidono dove, quando e cosa si mangia, i bambini scelgono se e quanto mangiarne.

𝙎𝙚 𝙚 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙩𝙤 di quel piattino che abbiamo preparato per lui.

So bene che le tue preoccupazioni principali saranno:

  • mangerà abbastanza?
  • sarà sufficiente quello che ho proposto?

La cattiva notizia è che…non posso darti una risposta a queste domande.
La buona notizia è che non te ne devi preoccupare: autoregolazione è questo! Mangerà quanto gliene serve in quel momento e ci saranno altri momenti della giornata in cui offrire altro cibo.

Spesso e volentieri, soprattutto per chi sceglie l’approccio tradizionale, è difficile accettare questa cosa, in quanto si pensa che: “se mi è stato detto di preparare la pappa con 180 ml di brodo, 3 cucchiai di farina e 20 g di omogeneizzato, vuol dire che è questa la quantità corretta per il mio bambino”. La verità è che ogni bambino è a sé, ma tutti hanno la capacità di autoregolazione che va sostenuta, supportata. Questo significa che se il bambino manda precisi segnali di non volerne più, bisogna rispettarlo e non continuare ad offrire ad oltranza.

Costringerlo a finire tutto quello che ha nel piatto è un grosso errore, che ha il solo scopo di farti dire: “bene, anche per oggi ha mangiato”, ma credimi, non porta a nulla, anzi, porta alla perdita della capacità di autoregolarsi, che si può ripercuotere in futuro andando a minare il sano rapporto che, invece, tuo figlio potrebbe tranquillamente avere con il cibo.