Perché non si fanno diete ai bambini?
Perché bisogna agire prima. Semplice.
Bisogna agire fin da quando il tuo bambino mette in bocca il suo primo fusillo, la sua prima polpetta, il suo primo pezzetto di carne.
Anzi, mi correggo.
Bisogna agire ancor prima su di te, mamma o papà, che rappresenti il suo esempio, anche a tavola.
Il periodo dello svezzamento o alimentazione complementare è un’ottima palestra per voi genitori, per correggere magari qualche piccola o grande “cattiva abitudine” ormai radicata nella vostra alimentazione. Questo per favorire lo sviluppo di abitudini migliori, da seminare poi in quel terreno fertile che è vostro figlio, affinché a sua volta, da adulto, le possa tramandare ai suoi di figli.
Parte tutto da qui: cibo vario e di qualità (progressivamente adattato alle sue competenze), la cucina, un tavolo e delle sedie. La tv spenta per dar spazio alle vostre voci, che si raccontano di giornate a volte faticose, a volte meno. E fiducia: lui di voi ce l’ha, voi di lui? Imparerete ad averla supportando la sua autoregolazione e stupendovi di come questa sia una cosa meravigliosa.
Normalizzare l’azione del mangiare è d’obbligo: si mangia per nutrirsi e per stare in salute, lo si fa in compagnia perché la condivisione è una cosa bellissima.
Non si hanno pistole o occhi puntati addosso: si mangia ciò che va, se non piace si riproverà più volte.
Non bisogna finire tutto ciò che c’è nel piatto.
Non bisogna mangiare per fare un favore alla mamma che tanto ci ha messo ha prepararlo.
Se le basi saranno queste il bambino crescerà in un “ambiente alimentare” sereno, dove il cibo non sarà oggetto di ansie, discussioni o ricatti, non servirà per consolare un dispiacere, perché saprà farlo in un altro modo.
E no, non è un’utopia: si può fare o imparare al farlo, un pezzettino alla volta.
E si, bisogna avere pazienza. Tanta pazienza. Ma che bei frutti coglierai da quella semina un giorno?