Pasta al centro!

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Regina delle nostre tavole, la pasta si porta dietro un fardello di falsi miti difficili da sfatare!

Ti hanno sempre detto che fa ingrassare, che dopo le 17 non si deve mangiare, che ha il temuto glutine quindi la togli perché “non si sa mai”, che i bambini devono mangiare quella per l’infanzia.

Ti do una buona notizia: niente di tutto ciò è vero.
 
All’interno di una alimentazione consapevole, ovvero costituita da buone materie prime e diversificata nel tipo e nella frequenza di cereali e fonti proteiche, la pasta è un alimento come gli altri, ingiustamente demonizzata.
Energetica e gustosa, liscia o con la tipica rigatura che trattiene al meglio il condimento, la puoi introdurre nell’alimentazione del tuo bambino a partire 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗱𝗮𝗶 𝟲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮, con qualche accorgimento.
 
“Mamma ma la pasta da dove viene?”

Il grano raccolto e selezionato viene dapprima setacciato per eliminare gli elementi estranei, poi macinato per separare il chicco dal germe e dalla crusca. La semola così ottenuta viene miscelata con acqua e questo impasto viene poi lavorato meccanicamente, in modo da renderlo elastico

Questi impasti vengono ulteriormente lavorati con 3 tecniche principali:

Trafilatura: per la produzione dei diversi formati, che, nel caso della trafilatura al bronzo avranno una superficie porosa e ruvida

-Laminazione: che riduce la pasta in sfoglia.

Essiccamento: con cui la pasta deve essere portata dal 30% circa di umidità al 12,5% previsto per legge.

Dal punto di vista nutrizionale la pasta contiene per la maggior parte carboidrati, ma anche le proteine sono ben rappresentate. Basti pensare che una porzione di pasta da 80g contiene 58.2g di carboidrati e 10.8g di proteine.

Ricorda che nessun alimento è completo ecco perché la dieta deve essere varia!

I bambini hanno ancor più bisogno degli adulti di trarre energia dal cibo che mangiano, che deriva dai carboidrati come riso, patate, polenta, orzo, farro, quinoa, miglio, grano saraceno e, ovviamente la pasta.

Inoltre, abituandolo fin da subito a masticare, verranno allenati tutti i muscoli orofacciali, necessari per una corretta deglutizione e per lo sviluppo del linguaggio.

Ti sembra poco?

Magari ti starai chiedendo anche se ci sono dei formati più adatti durante l’alimentazione complementare. La risposta è si, ad esempio:

  • fusilli
  • spaghetti
  • caserecce
  • farfalle

Sono da evitare i formati con il buco centrale, che potrebbero causare il cosiddetto “effetto cannuccia”, tuttavia è possibile, tuttavia, dare anche penne e rigatoni, se opportunatamente tagliati in modo da annullarne la forma tonda.

Ricorda che nel momento in cui tu decidi di portare a tavola un alimento e lo fai in sicurezza, il pasto non potrà che essere sereno.