Allena il gusto del tuo bambino!

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Hai mai pensato che il gusto si potesse allenare?

Immagina la tua lingua come un tappeto sensoriale, in cui le papille si allenano quotidianamente a percepire i diversi sapori dei cibi che mangi.

Ecco: ogni volta che la tua lingua incontra un nuovo sapore, deve familiarizzare con esso più e più volte prima di restituirti un messaggio definitivamente positivo o negativo in merito a quel cibo.

Il gusto è uno dei sensi che si forma per primo durante sviluppo embrionale. Intorno all’ottava settimana di gestazione infatti compariranno le papille gustative che saranno poi attive dalla 12ª settimana circa, quando il bambino inizierà a deglutire il liquido amniotico che lo circonda, percependone il sapore.

Il liquido amniotico rappresenta quindi la prima esperienza gustativa del feto ed è totalmente dipendente da quello che la mamma mangia in gravidanza.

La seconda esperienza gustativa in ordine di tempo per il bambino è rappresentata dall’allattamento. Se hai scelto di allattare al seno il tuo bambino, sappi che ciò che mangi dà il sapore al tuo latte, ma questo è solo un vantaggio. Il latte della mamma, a differenza del latte formulato, ha una composizione e un sapore variabile durante l’arco della giornata.

Ovviamente questo vale nel momento in cui l’alimentazione della mamma in gravidanza e allattamento è caratterizzata dalla presenza di cibi salutari, stagionali e vari, rappresentando difatti una garanzia di salute per la diade mamma-bambino.

Queste due prime esperienze di gusto, secondo diversi studi, sono associate con la stimolazione dei diversi sapori nel bambino e con un rischio di obesità infantile moderatamente inferiore.

Con l’introduzione del cibo solido nell’alimentazione del bambino, egli stesso diventerà il protagonista di questa terza esperienza gustativa e voi, mamma e papà, gli accompagnatori e gli esempi da seguire.

L’allenamento al gusto in questa fase della vita del bambino, si realizza esponendolo a cibo sempre vario durante i pasti. I bambini infatti hanno una innata preferenza per i sapori dolce e salato, piuttosto che aspro e amaro. Ma è proprio la continua esposizione a sapori differenti, che aumenta l’accettazione di quel determinato cibo nel primo anno di vita. Già a partire dal secondo anno l’esposizione avrà un impatto meno incisivo.

Durante questo lungo percorso di avvicinamento del tuo bambino al cibo, dovrai mettere in conto anche il rifiuto.

“Ma va, lui/lei mangia tutto…dovresti vederlo/a!”

Dovresti fidarti.

Arriverà quel momento in cui davanti ti troverai denti stretti, bocca serrata e sguardo minaccioso, perché proprio quella verdura che hai cucinato non è di suo gradimento.

Cosa fare in questi casi?

E’ bene che davanti ad un rifiuto, l’alimento non scompaia dalla vista del bambino per sempre, ma che venga riproposto periodicamente, magari con una diversa preparazione.

Sei tu a guidare, a dare l’esempio.

Sei tu a creare le migliori esperienze gustative e l’ambiente alimentare per tuo figlio.