Quel fastidioso mal di pancia…

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Dall’inizio dello svezzamento in poi, tanti genitori notano un cambiamento nelle funzionalità intestinali del proprio piccolo.

Scommetto che è successo anche a te!

In particolare, avrai notato come il tuo bambino non si scaricherà più con la frequenza solita di quando la sua alimentazione era esclusivamente lattea.

L’intestino è l’organo deputato all’assorbimento dei nutrienti che arrivano attraverso il cibo e alla formazione dei prodotti di scarto, che poi diventeranno feci.

In un bambino così piccolo, tuttavia, l’intestino non è ancora del tutto maturo, quindi ci può impiegare anche 2-3 giorni per riuscire a liberarsi di questi “nuovi scarti”, così diversi rispetto al latte!

La buona notizia è che 2-3 giorni sono considerati fisiologici e non si parla in questi casi di stitichezza, soprattutto se il bambino cresce bene, le feci sono morbide e non voluminose, senza mal di pancia o vomito.

Si parla di stitichezza quando l’emissione di feci avviene con uno sforzo intenso da parte del bambino. Questo perché le feci si presentano dure, asciutte o compatte. Il tuo bambino appare sofferente, in quanto nonostante senta il suo pancino duro, gonfio e abbia lo stimolo per andare al bagno, spesso e volentieri ha difficoltà ad evacuare, proprio perché sente dolore o tensione a livello anale.

A volte tutto ciò si accompagna alla presenza di piccoli tagli simil-ragadi attorno all’ano, che non fanno altro che peggiorare questa condizione fisica di discomfort.

 

Ma da cosa può essere favorita questa condizione di stitichezza nei bambini?

 

Possono esserci diverse cause, a volte anche collegate fra di loro, che possono determinare l’insorgenza di stitichezza nel bambino.

  • L’impiego di latte in formula: a volte, a seconda della formulazione, risulta infatti più difficile da digerire rispetto al latte materno, facendo sì che le feci diventino solide e voluminose.
  • Una non sufficiente idratazione: dovuta ad uno scarso apporto di liquidi.
  • Un periodo di particolare stress emotivo (inserimento nido, cambio di un’abitudine, arrivo di un fratellino, abbandono del pannolino).
  • L’introduzione dei cibi solidi. E’ normale che il periodo dello svezzamento comporti un cambiamento, come detto prima. Questo tuttavia non deve spaventare, perché se l’alimentazione del bambino è tale da assicurare un corretto apporto di tutti i nutrienti bilanciati fra di loro tutto avverrà nel migliore dei modi.

Come poter tornare alla normalità?

 

Sicuramente la prima cosa su cui porre l’attenzione è l’alimentazione. Il tuo bambino deve avere un’alimentazione varia e sana durante l’arco della giornata, senza dimenticare l’idratazione.

In particolare a tavola non devono mancare le fibre solubili come quelle contenute in frutta, verdura, legumi e cereali. Queste fibre infatti nutrono la flora batterica intestinale e, unite ad una buona idratazione, mantengono le feci morbide.

Sono invece da evitare le fibre insolubili contenute ad esempio nei prodotti integrali o nella buccia dei legumi (che vanno passati al passaverdure o usati decorticati fino ai due anni d’età), in quanto possono irritare l’intestino ancora immaturo e favorire la formazione di feci voluminose, difficili da eliminare, determinando la cosiddetta “stipsi paradossa”.

Un massaggio al pancino del tuo bimbo può aiutarlo a sentire meno male. In particolare, il cosiddetto massaggio “ILU: i love u”, in questi casi dà molto sollievo. I movimenti che vengono fatti (una I, una L e una U con le dita attorno all’intestino del bimbo), infatti, seguono proprio la strada che le feci fanno fino ad arrivare all’ano.

Non bisogna neanche dimenticare l’aspetto psicologico di questo disagio: il dolore provato dal bambino giorni prima rimane in memoria, innescando un circolo vizioso che potrebbe portare il tuo piccolo a trattenere la cacca.

Questa eventualità è molto frequente in alcuni bambini al momento di togliere il pannolino.

Devi sapere mamma, che alcuni bambini non riuscendo bene a capire il meccanismo del perché bisogna fare la cacca e del perché bisogna “lasciarla andare”, piuttosto la trattengono.

In questo caso può essere utile instaurare fin da subito delle piccole abitudini quotidiane.

10 minuti dopo i pasti porta il tuo bambino in bagno (si, anche se ha ancora il pannolino) e fallo sedere sul vasino o sul water, in questo caso ponendo uno sgabellino sotto i suoi piedi: anche la posizione delle gambe, infatti, gioca un ruolo fondamentale. Aspetta un po’ con lui, magari leggendo un libricino. Se la cacca arriva bene, altrimenti ci si alza e si riprova dopo il prossimo pasto, senza insistere.

Ricorda che il tuo atteggiamento è fondamentale per far ricadere tutto nella normalità e non trasmettere ansia al bambino.

Se nonostante tutti questi accorgimenti il problema persiste, è bene contattare il pediatra di fiducia.