Cosa non fare durante lo svezzamento

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Si parla sempre di come iniziare, con che cosa, quando…ma nessuno parla mai di cosa non si dovrebbe fare durante il percorso di alimentazione complementare di un bambino. Oggi voglio parlare di 3 errori in particolare, perché io per prima ne ho fatto uno di questi (e anche perseverando nel tempo, ahimé). Vuoi l’inesperienza, vuoi la poca conoscenza che avevo dell’argomento anni fa, forzavo l’assaggio di un cibo o comunque facevo sì che finisse tutto quello che c’era nel piatto.

𝘚𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘢𝘯𝘨𝘪𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦? 𝘕𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘥𝘪 𝘧𝘢𝘳 𝘮𝘢𝘯𝘨𝘪𝘢𝘳 𝘮𝘪𝘰 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰? 𝘐𝘯𝘧𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯 𝘤𝘶𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢𝘪𝘯𝘰 𝘪𝘯 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘴𝘢𝘳𝘢̀…𝘴𝘦 𝘭𝘰 𝘮𝘢𝘯𝘨𝘪𝘢 𝘱𝘶𝘳𝘦 𝘱𝘰𝘪! 𝘔𝘢 𝘴𝘪̀…𝘵𝘪𝘦𝘯𝘪 𝘴𝘶!

E ciao ciao autoregolazione!

Insistere perché un bambino assaggi o finisca tutto il pasto, infatti, incide sulla sua capacità di autoregolazione e porta ad:

  • un bambino nervoso, che magari aprirà anche la bocca (nonostante sia magari già sazio)
  • un genitore in pace con la coscienza, che anche per oggi, il bambino “ha mangiato TUTTO”.

Ma cosa abbiamo risolto? Nulla!

Un’altra cosa che spesso accade è che le aspettative del genitore non vengano rispettate dal figlio: parliamo di porzioni!

Preparare grandi porzioni di un pasto significa riporre grandi aspettative nel bambino, che verranno prontamente deluse nel caso in cui non spazzolerà via tutto. Soprattutto se si è agli inizi è importante capire che il bambino farà assaggini, per poi aumentare la richiesta gradualmente: seguire i suoi messaggi è sempre la carta vincente!

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Il genitore deve solo fare un’offerta di cibo adeguata, in risposta alle richieste del bambino, che si farà capire sia in caso di fame che in caso di sazietà.

Il momento del pasto non deve essere un banco di prova, ma una cosa normale che si fa durante la giornata.

Il fatto che un bambino spazzoli via il piatto o ci lasci dentro tutto dovrebbe lasciare il genitore abbastanza indifferente. Sarebbero anche da evitare frasi del tipo: “bravoo hai mangiato tutto” (se non mangio tutto non sono bravo?) oppure “se non mangi non cresci”. A volte bisognerebbe mettersi nei panni dei propri bambini e pensare: “mi farebbe piacere sentirmi dire queste frasi mentre mangio?”

Se tutte queste cose non sono da fare, allora cosa possiamo fare per migliorare il momento del pasto e far si che non diventi il peggiore della giornata?

Non osserviamo i bambini con aspettativa e non interveniamo sempre e comunque per aiutarli affinché si “sbrighino” e mangino tutto. Lasciamoli fare e sperimentare in serenità e se qualcosa avanza pazienza, il prossimo pasto andrà meglio!