Mangeresti le arance a maggio e le fragole a dicembre? Le daresti al tuo bambino?
Acquisire consapevolezza nel nutrirsi e nel nutrire, significa soprattutto variare i cibi che portiamo a tavola fra quelli che la stagione del momento ci offre.
Ogni prodotto della terra, infatti, ha un suo periodo di crescita, maturazione e raccolta, che lo rende sicuramente più buono e gustoso, rispetto al “cugino” coltivato in serra o importato da altri paesi.
Ma ti sei mai chiesta perché, al di là del gusto, è consigliabile consumare cibi di stagione?
I prodotti stagionali, offrono macro e micronutrienti essenziali proprio per la stagione in cui sono maggiormente presenti.
Pensa alle arance: non contengono forse vitamina C per aiutarci contro i malanni invernali?
E l’anguria? Così strabordante di acqua (95,3g su 100g di prodotto), non è un toccasana per evitare la disidratazione e reintegrare i liquidi persi nelle calde giornate estive?
Il nostro organismo, infatti, al cambiare della temperatura esterna e delle condizioni ambientali modifica le sue esigenze ed è in primo luogo per questo che la nostra alimentazione deve arricchirsi di alimenti stagionali, dono di vitamine, minerali e antiossidanti.
Certo, quelle fragole grandi e rosse nel banco dell’orto frutta già a marzo ti chiamano, tanto quasi da sentire la loro dolcezza in bocca…ma poi, il più delle volte l’apparenza inganna e di dolce c’era davvero poco.
Ma non è tutto.
Per rendere gli alimenti non stagionali maggiormente appetibili, le coltivazioni in serra prevedono l’impiego di alte quantità di fertilizzanti a base di nitrati, che indeboliscono le piante, rendendole maggiormente attaccabili da parassiti. Questo implica, a sua volta, l’utilizzo di sostanze antiparassitarie, che spesso e volentieri rimangono sul prodotto anche dopo che viene raccolto, insieme ai conservati e ai fitormoni utilizzati per accelerarne la crescita.
Gli alimenti cresciuti nel loro ambiente naturale, invece, prevedono un minor ricorso all’utilizzo di antimicrobici e pesticidi.
Per non parlare del costo dei prodotti fuori stagione, dovuto principalmente alla produzione, al trasporto (anche su lunghe distanze) e alla refrigerazione. Mangiare “di stagione” significa anche prediligere prodotti a km zero o comunque di origine italiana.
La natura ha i suoi tempi, che andrebbero rispettati. Attendi, dunque, per godere appieno di tutte le qualità degli alimenti e beneficiare dei loro nutrienti.