Quando i miei bambini erano in fase di svezzamento non mi è passata in testa neanche per un attimo l’idea di dare la frutta secca.
Quello che mi è mancato è stata sicuramente una corretta informazione ed è anche per questo che oggi faccio il lavoro che faccio.
Perché ci sono passata anche io, ormai 8 anni fa, quando con il mio fogliettino mi destreggiavo fra pesate al grammo e cronoinserimenti.
Poi ci sono ripassata 4 anni fa, con molta più consapevolezza e informazione, sì, ma la frutta secca fin dal 6 mese proprio non era tra i miei pensieri.
Adesso invece fa parte quotidianamente della nostra alimentazione!
Non credere sia stato facile! Dietro c’è un gran lavoro di allenamento al gusto e di “non arresa” di fronte ai tanti rifiuti ricevuti. Diciamo che “nutrigiocando” ce l’ho fatta a far apprezzare ai miei bambini questo fantastico alimento!
Per frutta secca intendiamo i semi commestibili di alcune piante, che si presentano rivestiti da guscio. Nocciole, anacardi, mandorle, pinoli, noci (brasiliane, pecan e macadamia) e pistacchi ne sono un esempio e li distinguiamo dai semi oleosi (di sesamo, lino, chia, girasole e zucca) che hanno invece un tegumento più duro.
La frutta secca è molto calorica, in quanto ricca di grassi (di cui i bambini hanno bisogno per il loro ottimale sviluppo), prevalentemente mono e poliinsaturi…quelli che fanno bene, per intenderci!
Inoltre è un’ottima fonte di proteine e minerali, come il calcio nelle mandorle, il fosforo e il selenio in anacardi e noci. Anche le vitamine sono ampiamente rappresentate: in particolare la vitamina E e le vitamine del gruppo B, tranne la B12.
Tutta la frutta secca apporta preziosi nutrienti al nostro organismo, ma per ottenere un prodotto con il giusto grado di maturazione, e quindi qualitativamente migliore, è necessario attendere periodi specifici di raccolta che variano a seconda della zona di crescita, della pianta e delle stagioni.
La stagione autunnale, ad esempio, vede protagoniste noci e nocciole, mentre in inverno e primavera troviamo i pinoli. L’estate è la stagione ottimale per raccogliere mandorle e pistacchi. Alcune varietà di noci si raccolgono fra settembre e aprile. Gli anacardi, invece, avendo diverse zone di raccolta sono presenti tutto l’anno.
Una volta raccolta la frutta secca può essere consumata oppure lavorata per ottenere creme, farine o latte vegetale.
La versatilità con cui può essere portata sulle nostre tavole non ci dà nessuna scusa: la frutta secca non dovrebbe mai mancare nelle giornate alimentari di grandi e piccoli, dai 6 mesi di vita in poi!
“Davvero posso dare la frutta secca al mio bambino fin dallo svezzamento?”
E perché no?!
“Perché è dura e non ha i denti per masticarla e…si soffoca!”
E’ giunto il momento di spazzare via queste preoccupazioni infondate!
Fin dall’inizio dello svezzamento, e quindi dal 6° mese, i bambini possono consumare frutta secca fino a circa 30g al giorno, quantità sufficiente per soddisfare il fabbisogno calorico che, a questa età, è davvero elevato.
Come proporre la frutta secca al tuo bambino in svezzamento? Credimi, è più semplice di quanto pensi.
- Per cominciare, puoi usare le creme al 100% di frutta secca. Queste possono essere aggiunte alle pappe fin da subito, oppure le puoi spalmare su un pezzetto di pane o aggiungerle allo yogurt o a dei frullati di frutta fresca.
In commercio ne esistono molte, ma puoi farle anche in casa: puoi cominciare con quella di mandorle che ha un gusto molto delicato, o con la tahina a base di semi di sesamo, per poi continuare con la crema di nocciole, pistacchi, anacardi, ecc.
- Puoi utilizzare le farine: basta frullare la frutta secca desiderata e aggiungerla come ingrediente in un buon sughetto per la pasta, in un dolce per la merenda, nello yogurt a colazione o dove la tua fantasia ti dirà.
- Quando il tuo bambino avrà raggiunto una buona competenza masticatoria, potrai anche offrirgliela così com’è, da sgranocchiare in uno spuntino o a merenda, ma sempre al naturale. La frutta secca tostata meglio evitarla: le alte temperature ne danneggiano i nutrienti.
A me piace molto aggiungerne una manciata alle insalate o ad un condimento per la pasta (es. pesto di cavolo nero con mandorle o pesto di zucchine e pinoli), oppure mantecare il risotto con le creme!