Fetal programming: programma la salute del tuo bambino!

pregnant-518793_1920

Ti sei mai chiesta cosa fa il tuo bambino dentro la tua pancia? Pensi che solo per il fatto di essere chiuso lì sia protetto?

Non è propriamente così.

Durante la vita intrauterina, infatti, il feto lavora sodo programmando la sua struttura: ciò che sarà e come funzionerà. Le sue cellule si dividono e crescono di numero, per andare a formare di lì a pochi mesi gli organi responsabili del suo metabolismo, cioè di tutte le reazioni chimiche che ne determinano il suo accrescimento come essere vivente: il tuo bambino, che presto terrai fra le braccia.

Questo fantastico lavoro che il feto fa è tuttavia influenzato non sono dal patrimonio genetico ereditato dai genitori, ma anche da molteplici fattori ambientali determinanti per la sua buona riuscita. Fra questi vi sono il fumo, l’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, l’esposizione ad agenti inquinanti e il tipo di alimentazione materna.

Hai capito bene mamma: la tua salute e il tuo stile di vita influenzano notevolmente e in maniera definitiva lo sviluppo del feto che porti in grembo e che presto diventerà un frugoletto da riempire di baci!

Fra questi fattori l’alimentazione materna è quello che ha un’influenza maggiore.

Come è possibile una cosa del genere? Tutto parte dal DNA: il nostro “foglietto illustrativo”, la molecola in cui vi è scritto tutto quello che siamo: colore degli occhi, dei capelli, fossetta sul mento e innumerevoli altre informazioni vengono in esso custodite. Immaginate il nostro corpo come un grande palazzo: ogni mattoncino (cellula) contiene questa molecola di DNA.

Sai com’è fatto?

Il DNA è costituito da parti più piccole dette geni, che sono i veri custodi di tutte le informazioni che ci caratterizzano. I geni sono soggetti a diverse mutazioni, dovute sia a condizioni ereditabili, sia a condizioni non ereditabili ma comunque trasmissibili (stile di vita, alimentazione), in quanto vanno a modificare il modo in cui un dato gene si esprime, alterandone l’attività.

L’epigenetica è la branca della genetica che studia proprio le variazioni nell’espressione dei nostri geni e negli ultimi anni si è molto interessata di come l’alimentazione possa influenzare notevolmente il DNA.

Numerosi studi di epigenetica infatti, correlano una cattiva alimentazione materna allo sviluppo di malattie metaboliche nel bambino.

Questo perché le abitudini alimentari scorrette della mamma portano ad una riprogrammazione dei geni nel feto in via di sviluppo. Geni che saranno espressivi, in un periodo successivo e temporalmente anche distante, di malattie come diabete, sovrappeso e obesità, dando di fatto a queste patologie un’origine fetale.

Questa storia parte da ormai quasi 35 anni fa.

Fu nel 1986 che Barker e Hales, infatti, ipotizzarono la teoria dell’origine fetale di determinate patologie (The Developmental Origin of Health and Disease).

Alcuni studiosi, poi, hanno riportato una maggiore incidenza di patologie endocrino-metaboliche in bambini nati da madri che hanno seguito un regime dietetico ipocalorico o ipoproteico, e da madri con carenza di vitamine e di sali minerali in gravidanza.

Una delle ipotesi alla base della programmazione fetale è quella dell’attivazione del “gene risparmiatore” (Thrifty Phenotype).

Eh no, i soldi qui non c’entrano nulla.

Devi sapere che il feto risponde sia alla presenza adeguata di nutrienti (crescendo), sia ad una carenza. In questo caso si parlerà di “fenotipo risparmiatore”: il tuo bambino praticamente si “accontenta” di ciò che gli offri!

Senza lamentarsi, passivamente, perché per ora va bene così.

Tuttavia continua a lavorare, riprogrammando il suo metabolismo per renderlo in grado di massimizzare l’assunzione e la conservazione di cibo nel momento in cui si presenteranno condizioni di abbondanza.

Capisci cosa significa, mamma?

Quando il tuo bambino diventerà un adulto e troverà attorno a sé abbondanza di cibo, sarà maggiormente predisposto a sviluppare malattie come la sindrome metabolica e il diabete. Malattie complesse, che possono essere strettamente connesse ad altri disturbi, non sempre facili da gestire e curare.

La mia domanda è: perché arrivare a tanto? Perché non intervenire prima? Non potremo di certo garantire a noi stesse e ai nostri figli che non si ammaleranno mai di nulla, ma almeno prevenire ciò che è possibile prevenire evitando così di doverlo curare, perché no?

Non è colpa tua, mamma! Al giorno d’oggi purtroppo c’è ancora poca percezione di quanto sia importante la prevenzione in questo ambito.

Quando una mamma scopre di esserlo, infatti, soprattutto se è la prima gravidanza, un turbinio di emozioni si iniziano a fare strada dentro di lei. Scommetto che anche tu ti sei sentita così.

Le emozioni spesso sono contrastanti: felicità ma timore di non essere all’altezza, gioia non vissuta appieno per la preoccupazione che qualcosa vada storto. Paure e dubbi che a mano a mano che la gravidanza va avanti, si affievoliscono sempre più lasciando spazio a fervidi preparativi e a pensieri positivi.

Fra i tanti dubbi, quelli inerenti l’alimentazione sono sicuramente quelli che è bene che sorgano.

Non solo per la tua salute, ma anche per quella del tuo bambino! Dubbi che non siano limitati a: posso mangiare la maionese? E il sushi?

Ma, al contrario: come posso avere un’alimentazione equilibrata in modo da garantire salute a me e al mio bambino?

Sono tante le mamme che si preoccupano della propria alimentazione in gravidanza, ma spesso ancora con l’unico obiettivo di non aumentare troppo di peso. Giusto, ma non è sufficiente. L’aumento di peso è fisiologico e con i giusti accorgimenti nelle proprie abitudini alimentari (ovviamente nelle gravidanze fisiologiche), il peso preso rientra in quelli che sono i range stabiliti nelle Linee Guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della Salute (2011).

Sono ancora poche le mamme, invece, che hanno raggiunto la consapevolezza, che un’alimentazione sbilanciata in gravidanza, sia in eccesso che in difetto, può portare a seri danni per il bambino che porta in grembo.

Ma di che tipo di alimentazione stiamo parlando?

Numerosi studi, ad esempio, hanno evidenziato come l’esposizione intrauterina ad una elevata quantità di zuccheri semplici favorisce un aumentato rischio di iperinsulinemia, ipertrigliceridemia e ipertensione. Agli zuccheri semplici è anche attribuito uno scarso accrescimento del feto.

Ma non sono solo gli zuccheri ad essere demonizzati: è stato osservato come una restrizione proteica nella madre possa comportare sia un aumento della pressione arteriosa, sia una spiccata preferenza per i cibi dolci nei figli.

Viviamo in un’epoca in cui diabete, patologie cardiovascolari, obesità e sindrome metabolica colpiscono sempre più frequentemente i bambini e i giovani adolescenti, con pesanti conseguenze sulla vita quotidiana loro e delle loro famiglie.

Tutto questo va fermato.

Una mamma va informata, responsabilizzata e motivata a seguire una corretta alimentazione in gravidanza: condizioni essenziali per la prevenzione di gran parte delle patologie neonatali e per il mantenimento di uno stato di salute ottimale post partum.

 

Mᴇɴᴛʀᴇ ᴀsᴘᴇᴛᴛɪ ɪʟ ᴛᴜᴏ ᴘɪᴄᴄᴏʟᴏ, ɪᴘᴏᴛᴇᴄᴀ ʟᴀ sᴜᴀ sᴀʟᴜᴛᴇ.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *