“Mio figlio non mangia”.. “Il mio si abbuffa”.. “Mia figlia a scuola mangia ma a casa non tocca cibo!”
Quante volte hai detto o sentito dire queste frasi? Quante volte hai perso la pazienza nel cercare di “far mangiare” il tuo pargolo?
Il rapporto dei bambini con il cibo è, o talvolta diventa, una delle maggiori preoccupazioni per i genitori.
Ti sei mai chiesta da dove parte tutto??
Già, proprio da te. I genitori forniscono l’ambiente alimentare e le esperienze con il cibo per i propri figli.
Ma facciamo un passo indietro.
Durante l’età prescolare e scolare, quindi dai 3 anni in poi, la giornata alimentare dei bambini andrà organizzata in modo da assecondare i ritmi di attività del bambino e della famiglia.
L’ideale è rappresentato dai 5 pasti quotidiani composti da una ricca colazione, uno spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda e la cena. Lo spuntino e la merenda sono importanti per non fare arrivare i bambini troppo affamati ai pasti principali e ad evitare che, di conseguenza, si siedano a tavola mangiando in eccesso.
Ovviamente, per il bambino che frequenta la mensa scolastica, sarà opportuno adattare il pasto serale a casa, in base al pranzo fatto a scuola, variando e ruotando gli alimenti. Per garantire un corretto apporto di tutti i nutrienti, è necessario assicurare al bambino dei piatti completi con carboidrati, proteine, grassi buoni e fibre.
Nella realtà quotidiana delle famiglie, tuttavia, questa organizzazione non è sempre facile da realizzare o da gestire e sono frequenti gli episodi di bambini che non si alimentano in maniera corretta, per eccesso o per difetto, mettendo a dura prova la pazienza dei genitori.
I genitori d’altro canto mettono spesso e volentieri il cibo sul ring delle discussioni, “ricattando moralmente” i figli pur di vedere il piatto vuoto.
Se da un lato questo può essere comprensibile, dal punto di vista educativo è fortemente sconsigliato agire in questo modo: il cibo non deve essere inteso come merce di scambio (se finisci i broccoli puoi vedere i cartoni) o come premio (se mangi tutto il minestrone ti dò un cioccolatino). Non devi rimanere male se il tuo bambino non ha gradito, ma dargli tempo, avere pazienza, provare e riprovare.
Rispettando i suoi tempi, valorizzerai la sua capacità di autoregolarsi e la sua voglia di sperimentare.
E’ importante, inoltre, educare i bambini alla sperimentazione di diversi gusti, già dallo svezzamento, e all’importanza della condivisione del pasto in famiglia. Il pasto è infatti anche un momento di dialogo e di relazione con gli altri: i bambini impareranno a condividere le proprie opinioni, emozioni e pensieri.
In un’epoca in cui è sempre più difficile trovare il tempo per stare insieme e dove le condivisioni sono prettamente virtuali, ritrovarsi a tavola diventa un rito importante da trasmettere ai nostri figli.