Si parla tanto dell’inizio dell’alimentazione complementare, dei primi assaggi e delle prime pappe. Le informazioni sui tagli sicuri, su cosa proporre e come sono ormai alla portata di tutti.
Ecco però che al soffio della prima candelina tanti genitori entrano quasi in crisi, perché è come se non sapessero più come proseguire.
In realtà il “come proseguire” è abbastanza semplice, in quanto non dobbiamo fare altro che continuare ad assecondare i bisogni del bambino, che man mano cambiano.
Ecco come:
- se il bambino è stato abituato a masticare fin da subito diverse consistenze, la sua masticazione sarà ben rodata, quindi sarà in grado di mangiare pezzetti di cibo triturandolo, anche con l’aiuto dei primi molari che da quest’età in poi faranno capolino. Prova ad offrirglieli quindi, sempre con te vicino, e invitalo a masticarli bene
- anche la coordinazione occhio-mano-bocca sarà sempre più allenata, consentendogli un primo approccio all’utilizzo consapevole delle posate: lascialo sperimentare e non lo correggere sempre se ancora non le usa perfettamente
- inizierà a manifestare alcune preferenze verso degli alimenti rispetto che altri, che comunque non dovranno in alcun modo scomparire dalla tavola e quindi dalla sua vista, ma essere periodicamente riproposti, anche cucinati in modo diverso.
“E il latte?” – Ti starai chiedendo
Il latte dopo l’anno perde il ruolo centrale che ha avuto finora nell’alimentazione del tuo bambino, ma l’allattamento può proseguire, al seno o al biberon, finché mamma e bimbo lo desiderano.
Se invece vuoi iniziare ad offrire il latte vaccino (non prima dei 12 mesi, mi raccomando), devi sapere che questo non è un sostituto del tuo latte ma un alimento come gli altri e, di conseguenza, non andrebbe offerto nel biberon, ma in un bicchiere o in una tazza (magari con una cannuccia). Inoltre, a causa del suo alto contenuto proteico, l’assunzione di latte vaccino (o comunque di qualsiasi altra specie animale) non deve superare i 200-400ml al giorno.
L’eccessiva introduzione di proteine nei primi anni di vita, infatti, si è mostrata essere direttamente correlata ad un maggior rischio di sviluppo di malattie metaboliche, come obesità e diabete.
Pronti quindi per proseguire l’avventura?