Pappe si o pappe no? Per tante mamme…è questo il problema.
La soluzione? Può non essere una sola, quindi leggi attentamente!
Partendo dal presupposto che ogni mamma è libera di scegliere per il suo bambino l’approccio migliore, io credo che sia fondamentale che questa scelta venga fatta in maniera consapevole: ovvero informandosi bene.
Io per prima, durante lo svezzamento di Davide non sapevo molte cose e ho fatto “come si è sempre fatto”. Con Lorenzo ero già più consapevole e ho fatto un mix fra approccio tradizionale e autosvezzamento (ma a lui piaceva più il secondo a dire la verità).
A distanza di 3 anni posso dirti perché, se dovessi avere un terzo figlio sceglierei l’autosvezzamento ad occhi chiusi.
Ti spiego perché.
- Lo svezzamento cosiddetto tradizionale prevede l’utilizzo di pappe composte solitamente da brodo vegetale (acqua), farine (carboidrati), omogeneizzato (proteine 1), un cucchiaino di olio (grassi) e una bella spolverata di formaggio grattugiato (proteine 2).
- Pratico? Certo. Ci si sporca meno? Sicuramente!
Ma il fatto che sia “creato apposta per il bambino” non offre reali vantaggi nutrizionali, rispetto al cibo che potresti preparare in casa!
E ricordiamoci anche che i bambini a questa età non hanno bisogno di tante proteine. Più volte e in diversi studi è stato ribadito come un elevato apporto proteico può determinare in età adulta un maggior rischio di andare incontro a obesità, sovrappeso e diabete.
- La pappa unica non permette al bambino di distinguere i sapori diversi, né di percepire le diverse consistenze.
- Il bambino non mastica la pappa, ma la ingoia così com’è. Invece è opportuno abituarlo fin da subito a masticare consistenze morbide o semimorbide, sia per imparare a gestire il cibo in bocca, sia per consentire lo sviluppo dei muscoli facciali e buccali, della mandibola e dei denti.
- Imboccare sempre il bambino potrebbe rivelarsi, intorno all’anno di vita, un’arma a doppio taglio per attirare l’attenzione su di sé
- Avremo più mamme e papà stressati che prepareranno le pappe seguendo scrupolosamente lo schemino attaccato sul frigo per non sbagliare (casomai) a mettere 180 ml o 200 ml di brodo, come se la preparazione sia soggetta a regole insindacabili.
- Tenderai a far finire tutto ciò che c’è nel piatto e a dargli fino all’ultimo cucchiaio, anche se girerà la testa. Così sarai serena che ha mangiato e quando telefoneranno i nonni potrai tranquillizzarli che “anche oggi è andata!”. E…anche oggi l’autoregolazione del bambino la supportiamo domani!
Il periodo (lungo) con cui il tuo bambino si approccerà al cibo non dovrebbe essere stressante. Lui dovrebbe sentirsi libero di sperimentare e di mangiare quando e se ha voglia, tu dovresti offrirgli da mangiare cibi di buona qualità e sempre vari.
Se comunque credi che l’autosvezzamento non sia l’approccio per voi, potrai sempre optare per uno svezzamento tradizionale che preveda, però, le pappe fatte in casa da te, selezionando materie prime di alta qualità.
Non hai tempo, voglia di metterti a cucinare, devi tornare a lavoro subito? Bene, il baby food potrebbe essere la tua scelta, ma…impara a leggere le etichette dei prodotti che compri.
Prediligi quelli senza sale e zucchero aggiunti, senza oli vegetali. Scegli farine con un quantitativo di fibre < 4g/100g e ricorda sempre che l’introduzione precoce (prima della 17esima settimana) di cibo solido non è consigliabile, in quanto il tuo bambino può non aver raggiunto le giuste competenze.
In ogni caso non andare oltre l’ottavo mese con il loro impiego: il tuo bambino ha la necessità di masticare consistenze diverse e distinguere i diversi sapori quanto prima. Inoltre, i bambini non abituati fin da subito a masticare potrebbero far fatica ad accettare i pezzetti di cibo, quando verranno proposti, mettendoti difronte, difatti, ad un secondo svezzamento.
Oggi tutti si sentono in diritto di poter parlare di svezzamento o alimentazione complementare, ma non tutti hanno le competenze per farlo.
L’essere mamma o un professionista sanitario che si occupa di bambini sicuramente dà un bel bagaglio di esperienza, ma non è sufficiente.
Se hai dei dubbi o hai bisogno delle giuste informazioni rivolgiti solo ai professionisti della nutrizione.