Fidarsi significa “dare in consegna qualcosa con fiducia”.
Siamo diffidenti per natura. Nasciamo così, e per fidarci delle persone ci impieghiamo del tempo. Non sempre riuscendoci.
Molto spesso perché non reputiamo la persona che abbiamo di fronte all’altezza della situazione. Noi sicuramente saremmo stati più bravi.
Altre volte non ci fidiamo delle sue capacità, perché pensiamo che abbia bisogno del nostro aiuto per affrontare una cosa nuova.
Esattamente quello che spesso accade quando una mamma inizia il percorso dell’alimentazione complementare con il suo bambino.
Non si fida. Non crede che il bambino possa autoregolarsi nei momenti di fame e sazietà e, di conseguenza non lo supporta in questo.
“Devo imboccarlo, non è ancora capace”
“Non può masticare, non hai denti!”
“Si soffoca”
“Non può mangiare i pezzetti”
Dimmi quante volte hai anche solo pensato una di queste frasi. O quante volte te le sei sentite dire da amiche, nonne, zie, cugini e tutta la settima generazione.
Quante volte le ho sentite anche io! Quante volte non mi sono fidata di lui, quante volte ho avuto paura…prima di capire che invece era già competente!
Si, un bambino a sei mesi ha acquisito già delle competenze e altre le sta sviluppando giorno dopo giorno.
Un bambino di 6 mesi è già in grado di portare il cibo alla bocca, e affinerà sempre di più la coordinazione “occhio-mano-bocca”.
Può non avere i denti, ma le sue gengive funzionano benissimo se gli offri consistenze adeguate.
Il cosiddetto riflesso faringeo, a cui segue un conato di vomito, non significa che il bambino sta soffocando: la sua lingua sensibile e finora abituata alla consistenza liquida del latte, sta scoprendo una nuova consistenza e “si difende”.
Se gli offri cibi in sicurezza e con i tagli giusti, non devi avere paura se ne stacca un pezzetto, perché sarà in grado di gestirlo.
La paura è fisiologica, un pizzico ce l’abbiamo avuta tutti: sei responsabile di una vita e lo sarai sempre. Ma affrontare questo periodo con ansia e stress sicuramente non ti aiuterà a mandarla via.
Piuttosto informati, acquisisci consapevolezza, parla con professionisti che ti sappiano guidare passo dopo passo, normalizzando questo momento di passaggio del tuo bambino dall’alimentazione lattea a quella solida.
Ascolta le sue necessità, credi nelle sue competenze, incoraggialo per acquisirne di nuove.
Fidati.