Integrazione nei bambini: quando serve davvero?

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Gli integratori sono dei prodotti in forma predosata contenenti vitamine, minerali, estratti vegetali, amminoacidi, che vengono aggiunti alla nostra alimentazione nel momento in cui siano state accertate delle carenze di particolari vitamine o minerali.

La migliore fonte di questi micronutrienti resta, al di sopra di tutto, un’alimentazione equilibrata, associata ad uno stile di vita sano, soprattutto durante la crescita.

Spesso si tende ad abusare di questi prodotti, pensando che siano la panacea a tutti i mali, invece a volte sono realmente necessari: ad esempio, se vi è una carenza in seguito a sindromi da malassorbimento intestinale, diete fai da te e quindi non bilanciate, oppure un inadeguato apporto vitaminico, come ad esempio la vitamina D in inverno.

Alcuni studi hanno evidenziato come in Europa, nonostante non abbiamo alcun tipo di problema di risorse di cibo, può essere difficile raggiungere un adeguato apporto vitaminico, in particolare per le vitamine D ed E e per lo iodio.

Vediamo nel particolare quando e quali vitamine è necessario integrare nei bambini.

La vitamina E ha un’azione antiossidante e antimicrobica e la ritroviamo nei vegetali, nei cereali e in alcuni tipi di frutta a guscio, come le noci. Alcuni bambini, in particolare quelli affetti da malassorbimento o ridotto assorbimento gastrointestinale, possono necessitare di questa integrazione. Inoltre la vitamina E viene anche utilizzata in alcuni bambini prematuri e in chi è affetto da beta talassemia, in quanto riduce lo stress ossidativo degli organi bersaglio.

La vitamina D è l’unica vitamina che siamo in grado si produrre da soli, grazie all’esposizione della pelle ai raggi solari UVB. Un 10% tuttavia la troviamo anche nei pesci grassi, nel tuorlo d’uovo, nel burro o nei formaggi grassi.

È una vitamina fondamentale per il sistema immunitario e muscolare, ma soprattutto per il metabolismo osseo, infatti aiuta l’assorbimento da parte del nostro organismo del calcio, che è utile alle ossa.

Come mai nonostante siamo in grado di produrcela da soli, siamo una popolazione carente di vitamina D?

Si stima che in Italia il 50-70% dei bambini sia carente in seguito ad un’insufficiente esposizione solare o stili di vita errati, come la sedentarietà.

Questo accade perché per poterla produrre è necessario esporsi al sole 20-30 minuti 3 volte alla settimana tenendo scoperti il viso e le braccia. Ovviamente nessuno di noi, né bambini né adulti, soprattutto nella stagione invernale riesce a mantenere questa costanza e anche in estate, in realtà, la presenza sulla nostra pelle delle creme solari (super necessarie per proteggere la nostra pelle), fa da schermo per l’assorbimento dei raggi UVB necessari per l’attivazione della vitamina D.

La carenza di vitamina D è, quindi, molto frequente e a volte può essere correlata anche a malattie della tiroide, insufficienza epatica o renale, obesità.

Per queste motivazioni la supplementazione è indicata per tutti i bambini nel 1° anno di vita, per prevenire il rachitismo e l’osteopenia. Inoltre la Società Italiana di Pediatria raccomanda l’assunzione anche in età prescolare e scolare durante il periodo invernale (in particolare novembre-febbraio), quando l’inclinazione dei raggi UV è insufficiente per favorirne la produzione.

La vitamina C la ritroviamo in buone quantità in frutta e verdura. In particolare, ne sono ricchi gli agrumi, il kiwi, il ribes, le fragole, ma anche broccoli, cavoli, peperoni. È importante non solo perché ha un ruolo antiossidante, ma anche per la sintesi del collagene e quindi per la stabilità del tessuto connettivo, ovvero quel tessuto del nostro corpo che sostiene, supporta e protegge altri tessuti (come i muscoli, ad esempio). Una carenza di questa vitamina può provocare lo scorbuto, una malattia caratterizzata da anemia, debolezza, stanchezza, e, talvolta, ulcerazioni delle gengive.

La vitamina C, inoltre è in grado di aumentare l’assorbimento del ferro, migliorando alcuni quadri di anemia da carenza di Ferro.

Infine, ma non per importanza, un ruolo fondamentale è rivestito dalla vitamina B12, soprattutto per le mamme in attesa, gli adulti e i bimbi dai 6 mesi in su che hanno scelto un’alimentazione di tipo vegetariano o vegano.

Puoi approfondire il ruolo e l’importanza di questa vitamina in questo articolo, dove ne parlo nel dettaglio.

In ogni caso, ricorda che prima di assumere o far assumere al proprio bambino un integratore è necessario confrontarsi con il proprio medico o nutrizionista di fiducia.