È ormai risaputo che è un’alimentazione di tipo vegetale ha diversi vantaggi rispetto ad una che preveda come fonti proteiche anche quelle animali. I vantaggi sono sia in termini di salute, in quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato le carni rosse come cancerogene a lungo andare, sia in termini di salvaguardia dell’ambiente e degli animali (e anche di risparmio nel fare la spesa).
Come avevo già detto qui, mangiare vegetale non è una moda, ma un vero e proprio stile di vita che abbraccia diversi aspetti, oltre al cibo in tavola.
La scelta tuttavia va fatta consapevolmente e non è opportuno affidarsi al “fai da te”, infatti un’alimentazione veg è assolutamente possibile, ma implica una integrazione vitaminica quotidiana di vitamina B12, in quanto i vegetali non la contengono.
La vitamina B12 è implicata in diverse funzioni essenziali per il nostro organismo, come ad esempio la produzione di globuli rossi e della mielina, una sostanza che riveste i nervi. Una sua carenza, pertanto, può portare a deficit motori o neurologici, fino alla paralisi flaccida.
La vitamina B12 viene prodotta da batteri nel suolo o nel sistema digerente degli animali erbivori, per questo la carne è ritenuta una fonte primaria di tale vitamina. Tuttavia, negli allevamenti intensivi gli animali non brucano neanche l’erba e quindi gli viene dato un integratore di B 12 per animali da allevamento che assorbono nei loro tessuti. Noi mangiando carne quindi lo assumiamo in maniera indiretta.
Può comunque capitare che anche chi consuma carne regolarmente risulti carente di questa vitamina. Questo accade perché alcuni allevatori o non la somministrano ai loro animali oppure questi non vivono tanto a lungo da poterla assorbire nei tessuti.
I vegetariani o vegani assumono la B 12 alla fonte con un integratore e hanno dei livelli ematici di questa vitamina adeguati, anche rispetto agli onnivori.
Una mamma che sceglie questo tipo di alimentazione deve necessariamente integrare già dalla gravidanza e proseguire in allattamento, per assicurare il fabbisogno di B12 anche al suo neonato.
Con l’introduzione dei primi cibi solidi e la diminuzione delle poppate, l’integrazione verrà iniziata anche nel bambino, mediante gocce a base di cianocobalamina secondo le modalità che indicherà il pediatra o il nutrizionista di fiducia.